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UNA GUIDA AL CARNEVALE DI SANTHIÀ

Fabio ci racconta una delle tradizioni carnascialesche più antiche d'Italia e un coinvolgente raduno di camper.
UNA GUIDA AL CARNEVALE DI SANTHIÀ
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Già nel Trecento se ne parlava come di una tradizione le cui origini si perdevano nella notte dei tempi. È quindi tra i più antichi del Piemonte e d’Italia, il Carnevale di Santhià. Ma ogni volta comunica una passione travolgente e coinvolgente. Ce lo racconta Fabio, Guida Leader del PLEINAIRCLUB, ospite del raduno di camper che viene organizzato per l’occasione nel borgo in provincia di Vercelli.

 

 

A Carnevale ogni scherzo vale, ma lui non scherza affatto quando veste la maglietta di Guida del Club. Esistono infatti solo tre Guide Leader, il livello più alto, e Fabio è uno di loro. Quest’anno ha partecipato con la famiglia al Carnevale di Santhià (VC) dal 16 febbraio 2023 (Giovedì Grasso) a materdì 21 (Martedì Grasso). Inoltre, ha preso parte al grande raduno di camper tradizionalmente indetto per l’occasione. Ha quindi deciso di raccontare queste esperienze a tutta la Community, anche grazie ad alcune foto di Andrea e di Stefano Trinchero. Scopri come è andata!

 

 

 

 

 

Al Carnevale di Santhià con la Guida: il carro vincitore della categoria 2.

 

DI RITORNO A SANTHIÀ

 

Quest’anno torniamo per la terza volta al Carnevale Storico di Santhià, scoperto nel 2015 grazie su Facebook. Quest’anno però lo viviamo in modo particolare, proprio perché vorremmo poi condividere con PleinAir questa manifestazione a cui ci siamo affezionati.

 

Parlando con alcuni organizzatori e ascoltando i loro discorsi ci siamo resi conto di come le persone coinvolte vivano questo Carnevale come qualcosa di speciale. Non è solo festa: è tradizione, passione e impegno.

 

Per vedere la manifestazione partecipiamo al raduno camper organizzato da “La Compagnia dell’Ottimismo”, un’associazione culturale senza scopo di lucro nata nel 2008. Uno dei suoi obiettivi è studiare e valorizzare la storia e le tradizioni della comunità santhiatese. Il tutto attraverso l’attività editoriale, la raccolta e la conservazione di fotografie, video e documenti antichi, moderni e contemporanei sul Carnevale di Santhià.

 

 

 

 

 

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UN RADUNO CON GRANDE OTTIMISMO

 

Grazie alla Compagnia dell’Ottimismo, i camperisti hanno potuto vivere da protagonisti questi giorni di festa. Il raduno è partito il Giovedì Grasso ed è proseguito fino al Martedì Grasso, con la possibilità di arrivare o partire in qualsiasi momento.

 

L’area di sosta è una zona pubblica (riservata per l’occasione) senza corrente, ma con possibilità di carico e scarico acque. Si trova tra Via Monte Bianco e Piazza Federico Zapelloni.

 

Per rendere unica la permanenza dei 320 equipaggi partecipanti, la Compagnia dell’Ottimismo ha organizzato diverse attività. Giri turistici per le vie di Santhià e visite guidate in riseria, in un vivaio e alla mostra sull’arte della cartapesta Ma che incarto. E poi l’immancabile kit di benvenuto all’accoglienza, contenente 1 kg di riso carnaroli della zona e vari sconti proposti dalle attività commerciali.

 

 

 

 

 

Al Carnevale di Santhià con la Guida: una foto ricordo con le maschere di Stevulin e Majutin e la direzione.

 

L’INCONTRO CON STEVULIN E MAJUTIN

 

L’accoglienza ufficiale è iniziata il venerdì sera con un brindisi a base di vin brulé e dolcetti. Il sabato a mezzogiorno è stato poi offerto un aperitivo alla presenza della sindaca e della direzione del Carnevale.

 

A quel punto abbiamo assistito al saluto delle coppie entranti e uscenti di Stevulin e Majutin, le due maschere tipiche del Carnevale di Santhià. Queste sono impersonate ogni anno da persone diverse e rappresentano una coppia di sposi che ricevono per tre giorni le chiavi della città.

 

Durante il discorso di accoglienza ha preso la parola Rodney, uno dei componenti della Compagnia dell’Ottimismo, nonché Stevulin del 2005. Dalla sua voce emozionata e dagli occhi lucidi si è percepito quanto la tradizione del Carnevale di Santhià sia forte e sentita.

 

Arrivata dopo gli anni di pausa forzata a causa della pandemia, l’edizione 2023 ha segnato davvero un nuovo inizio. Per tutte le persone coinvolte a qualsiasi titolo nei preparativi è stata forte, infatti, l’emozione nel ricordare l’edizione 2020, interrotta nel bel mezzo della sfilata.

 

 

 

 

 

Al Carnevale di Santhià con la Guida: il carro allegorico vincitore della categoria 1.

 

CORSI E MASCHERE

 

Passiamo ora ai cortei del Carnevale. I corsi mascherati si sono tenuti la domenica e il martedì pomeriggio quando, alla conclusione, sono stati proclamati i vincitori. Il lunedì sera invece c’è stata la sfilata notturna.

 

 

 

 

 

Al Carnevale di Santhià con la Guida: il gruppo Pifferi e Tamburi apre il corteo.

 

IL GRUPPO PIFFERI E TAMBURI

 

I diversi gruppi partecipanti hanno allestito carri di prima e seconda categoria e maschere a piedi. Con loro hanno sfilato le varie bande cittadine, gli sbandieratori e le majorette. Il corteo però è stato aperto dal gruppo Pifferi e Tamburi. Li seguivano Stevulin e Majutin (che donavano mimose e caramelle) insieme ai membri della Direzione e dello Stato Maggiore, vestiti con costumi in stile napoleonico.

 

 

 

 

 

Al Carnevale di Santhià con la Guida: un carro allegorico che prappresenta le maschere tradizionali di Stevulin e Majutin

 

ONORE TRAMANDATO DA GENERAZIONI

 

Durante la sfilata era facile riconoscere i “vecchi” Stevulin e Majutin, entrati di diritto nel gruppo degli “Stevu e Majot Früst”, cioè usurati. Si riconoscono da una colorata coccarda che mostrano con orgoglio.

 

Lo stesso orgoglio con il quale la nuova coppia di Stevulin e Majutin 2023 ha indossato gli abiti dei protagonisti del Carnevale di Santhià. Come l’attuale sindaca, che è stata Majutin ben 51 anni fa! È davvero un’emozione che coinvolge tutti e il raduno dei camper, così organizzato, permette di percepirlo e non solamente di viverlo da spettatori esterni.

 

 

 

 

 

Al Carnevale di Santhià con la Guida: i paioli della Colossale Fagiuolata.

 

LA “COLOSSALE FAGIUOLATA”

 

Il Carnevale di Santhià è continuato con una delle tradizioni più antiche e sentite: la “Colossale Fagiuolata”, preparata il lunedì mattina e servita a oltre 20.000 persone. Non tutti i camperisti però intendevano fermarsi anche il lunedì, così la Compagnia dell’Ottimismo ha preparato una fagiuolata riservata a noi la domenica a mezzogiorno.

 

 

 

 

 

Il gruppo Pifferi e Tamburi pronto a dare La Sveglia alle 5 del mattino.

 

QUANDO LA SVEGLIA ȅ ALTERNATIVA!

 

Noi abbiamo voluto partecipare anche ad altre due tradizioni e documentarle per voi. La prima è iniziata all’alba di lunedì 20 febbraio. Alle 5 del mattino, dai portici del paese il gruppo Pifferi e Tamburi ha sfilato per il corso principale suonando “La Sveglia”, praticamente senza interruzioni. Poi, al ritorno, ha suonato sotto le case di alcuni membri del comitato organizzativo e del parroco.

 

A tal proposito Rodney ci ha raccontato un piccolo aneddoto del 2021, quando a causa del Covid non era possibile suonare. Nonostante ciò, grazie all’aiuto dell’amministrazione comunale alle 5 di mattina del lunedì La Sveglia è stata riprodotta in filodiffusione. Le tradizioni non si possono fermare!

 

 

 

 

 

 

LA TRADIZIONE? UN FUOCO VIVO

 

L’altra tradizione, come anticipato, è la Colossale Fagiuolata. Alle ore 6 del lunedì, infatti, il gruppo Pifferi e Tamburi si sposta nel piazzale che accoglie l’evento. Al suono delle loro melodie vengono accesi i fuochi sotto oltre 100 paioli contenenti fagioli.

 

Possiamo dire che il raduno di camper in occasione del Carnevale di Santhià è apprezzato ogni anno di più. Lo notiamo anche dal numero sempre maggiore di camper che aderiscono. Il ricavato del raduno, tolte le spese vive, viene donato ai vari gruppi impegnati nell’allestimento dei carri, contribuendo al sostegno anche economico della manifestazione.

 

Per noi è stata un’occasione per entrare in sintonia con tradizioni e sentimenti davvero forti. Si tratta di un Carnevale dove centrale non è solo la sfilata dei carri, ma tutto quello che ruota intorno. Un modo di vivere le usanze del passato, portarle ai giorni nostri e adattarle al futuro, mantenendo intatti i sani principi su cui si basano.

 

Sono queste usanze tramandate con passione da piccole comunità che contribuiscono a rendere ogni luogo d’Italia un tesoro da custodire con cura e con orgoglio.