Partiamo con un fuoristrada camperizzato per un viaggio in Mauritania attraverso il deserto, tra wadi e dune, oasi e città sommerse dalla sabbia. E ovunque paesaggi emozionanti! Un fantastico percorso di Rotta 360 in anteprima assoluta. Scopri limperdibile versione integrale, a breve in edicola su PLEINAIR di marzo!
Il traghetto che ci ha portato sino in Marocco approda nel porto di Tangeri Med e subito respiriamo aria di Africa. Inizia la corsa verso sud, durante la quale prevediamo solo veloci soste notturne per raggiungere la Mauritania nei tempi prefissati. Poco alla volta, i segni di presenze umane ci abbandonano per lasciare posto a dune e lande desertiche tagliate da una lingua di asfalto. Le gradazioni di colore ocra diventano dominanti sul blu dellOceano. Oltrepassati Dakhla e i territori inabitati del Sahara Occidentale, inizia il nostro viaggio in Mauritania.

MAURITANIA: VERSO LA CAPITALE
Dopo una notte nella città portuale di Nouadhibou, attraversiamo il Parco Nazionale del Banc dArguin, patrimonio dellUnesco per la sua grande biodiversità. Facciamo una tappa a Iwik, piccolo villaggio di pescatori, dove effettuiamo una gita su una tipica imbarcazione a vela nelle acque del parco.
Continuiamo il viaggio in Mauritania costeggiando lAtlantico tra dune e lagune, fino a raggiungere Nouakchott, la capitale. La città non si presenta interessante ai nostri occhi: come molte città africane sviluppatesi negli ultimi decenni è un agglomerato di edifici cresciuti senza ordine. Preferiamo immergerci nei deserti, luoghi naturali per la popolazione nomade di questo Paese.
Lasciamo quindi la Route De lEspoire e avanziamo fino a Matmata, dove siamo costretti a un guado per ricongiungerci alla pista ora diventata una pietraia. I nostri veicoli sono messi a dura prova e procediamo a passo duomo. Il paesaggio, tipico del sahel, ospita piccole comunità sedentarie e nomadi. Raggiunta Tidjikja, alla nostra sinistra appare limmenso specchio dacqua del lago Gabbou, dove ci riforniamo prima di attraversare il deserto.

LA MITICA CHINGUETTI
Riprendiamo il viaggio in Mauritania correndo in uno spazio immenso, tra vellutate dune e pianure sabbiose, dove poca vegetazione sopravvive nei punti più umidi. In lontananza compaiono pareti di roccia bruna verso le quali dirigiamo i nostri veicoli sino a costeggiarle, infilandoci in una stretta vallata.
Raggiungiamo il villaggio di Maaden, poi la bellissima oasi di Tounguad. È la porta di accesso alla Vallée Blanche, suggestiva valle di sabbia bianca che si snoda tra maestose dune e rilievi bruni.
Siamo particolarmente emozionati per la prossima tappa che ci porta alla mitica Chinguetti seguendo la vecchia traccia carovaniera a sud. Su pista raggiungiamo loasi di Mhaireth, poi le tracce si perdono e siamo obbligati a seguire la nostra guida tra passaggi di sabbia e terreni di varia natura. Scavalchiamo delle piccole dune e ci inseriamo nellampio wadi che ci porta velocemente a Chinguetti.

NELLOCCHIO DEL SAHARA
Riforniamo le cambuse per ripartire verso il grande nulla, portandoci il più vicino possibile al Guelb El Richat, lOcchio del Sahara. Si tratta di unestesa e misteriosa formazione naturale, un enorme cratere del diametro di circa 40 km formato da tre catene rocciose concentriche.
Diverse le interpretazioni dellorigine dellOcchio del Sahara. Si va dallimpatto di un meteorite allerosione, dallo sprofondamento della crosta terrestre alla cupola di un enorme cratere risalente a cento milioni di anni fa. Ipotesi che rendono ancora più affascinante questo luogo.
Studiato sin dagli anni Cinquanta dagli scienziati, è anche punto di riferimento per gli astronauti. Sembra impossibile, ma in questo territorio apparentemente disabitato la nostra piccola carovana è già stata individuata dalle poche famiglie nomadi sparse nella zona. Infatti al mattino seguente, poco lontano dal nostro campo, troviamo un piccolo mercatino allestito dalle donne su tessuti stesi a terra. Sono esposti con cura una moltitudine di piccoli oggetti quali reperti archeologici, vecchi utensili e monili.
Siamo diretti al cuore di Guelb El Richat e lemozione è palpabile. Non è facile trovare i migliori passaggi tra le formazioni pietrose, ma alla fine arriviamo nel punto centrale, e da unaltura ci stupiamo per lenormità di questo cratere.









