Festeggiare o non festeggiare Halloween? La festa della vigilia di Ognissanti con streghe, mostri e il classico “Dolcetto o scherzetto” si è diffusa in ogni angolo d’Italia. Tuttavia, alcuni criticano l’adesione a questa consuetudine americana dagli aspetti sempre più ludici, ritenendola troppo distante dalla tradizione italiana cattolica. Ma siamo proprio sicuri che sia così, che non ci siano parentele di sorta tra l’Halloween d’oltreoceano e le pratiche nostrane per la festa di Ognissanti? In realtà la risposta potrebbe stupirci. Soprattutto se pensiamo che le origini della festa di Halloween sono celtiche e quindi europee. E che, inoltre, la tradizione italiana non ha una origine meno pagana, visto che i Romani celebravano i parentalia. Il cattolicesimo, in seguito, ha in qualche modo assorbito nel suo culto i vecchi riti, dei quali troviamo ancora traccia nelle tradizioni italiane per Halloween. Continua a leggere per scoprirne alcune davvero particolari!
LE ORIGINI CELTICHE DELLE TRADIZIONI ITALIANE PER HALLOWEEN NEL NORD

AMPEZZO CARNICO… E CELTICO
Le origini celtiche delle celebrazioni della festa di Ognissanti sono più vive che mai in Friuli. Infatti in alcuni comuni della Carnia, per esempio Ampezzo e Paluzza, si festeggia la Not dalis Muars, in corrispondenza del capodanno celtico (celebrato tra 31 ottobre e 1° novembre).
Nel dialetto locale “muars” vuol dire zucca, ed ecco infatti che l’ortaggio tipico dell’Halloween americano compare anche nelle tradizioni italiane! Secondo il rito friulano, in pratica, nella notte della vigilia di Ognissanti i morti potrebbero tornare nei luoghi che frequentavano in vita. Per questo motivo le zucche scavate, intagliate e illuminate, vengono poste davanti alla porta di casa e sui davanzali delle finestre, quasi come una guida per ingraziarsi gli spiriti.
Quando i lampioni elettrici si spengono, restano torce e candele a illuminare le stradine, creando un’atmosfera incredibile. In alcuni casi, inoltre, la festa è accompagnata da musicisti, artisti di strada e stand. Se raggiungi la Carnia in camper, puoi fermarti all’Area sosta camper Laucjit ad Ampezzo oppure all’area di servizio di Paluzza.
DOLCETTO SENZA SCHERZETTO E ZUCCHE INTAGLIATE PER L’HALLOWEEN ABRUZZESE

“L’ANEME DE LE MORTE” A SERRAMONACESCA
Le tradizioni italiane per Halloween a volte possono stupirci per la somiglianza con l’americano “dolcetto o scherzetto”, anche se il significato della questua è differente. Accade in Abruzzo, per esempio a Serramonacesca (PE), borgo da visitare anche per l’abbazia di San Liberatore a Maiella (originaria dell’856) e le tombe rupestri.
Qui la tradizione vuole che le anime dei defunti tornino nel luogo d’origine. Per rappresentarle, gli abitanti svuotano le zucche, le intagliano in sembianze umane e le illuminano con candele. Sono le cocce de morte (le teste di morto, in dialetto). Gli abitanti le portano di casa in casa, chiedendo un dono in suffragio (di solito dolci, frutta secca o monete) con la formula “L’aneme de le morte” .
ZUCCHE A GO GO NELLE TRADIZIONI DEL SUD ITALIA PER HALLOWEEN

LE “COCCE PRIATORIJE” A ORSARA DI PUGLIA…
Mentre gruppi musicali improvvisano concerti itineranti tra tavole imbandite, grandi falò di ginestre e covoni di legna crepitano in ogni via, piazza e cortile. Sono i fucacoste, che nella notte tra il 1° e il 2 novembre ardono a Orsara di Puglia (FG), un borgo Bandiera Arancione.
La particolarità è che, nel frattempo, per le vie sono esposte zucche antropomorfe intagliate e illuminate, una delle tradizioni italiane per Halloween più simili al rito americano. Sono le cocce priatorje (o teste del Purgatorio, in dialetto). Il loro compito è guidare le anime dei defunti. Secondo la tradizione, infatti, queste ultime tornerebbero per visitare i parenti, scaldarsi e trovare la via nella notte.
Ti consigliamo di non perdere i cavatelli di grano arso con pomodorino, basilico e cacioricotta e gli altri ottimi piatti dell’Agriturismo Posta Guevara. È solo una delle tante specialità della casa! Presso la struttura, che dispone di spazio per la sosta camper, puoi approfittare degli sconti offerti dalla tessera del PLEINAIRCLUB. Oppure, puoi fermarti nell’area sosta in Via Asiago.

… E “LU COCCALU” DI SERRA SAN BRUNO
Troviamo zucche e giri di questua anche nella tradizione della Calabria. A Serra San Bruno (VV) i ragazzi intagliano le zucche per riprodurre un teschio, in dialetto un coccalu di muortu. Poi girano per le strade chiedendo una “paga per il teschio”, con la formula: “Mi lu pagati lu coccalu?”. Un rito forse più vicino all’Halloween americano. Anche in questo caso il “pagamento” avviene con cibo, solo raramente con soldi.
Negli ultimi anni nel borgo sono nati dei veri e propri contest per premiare il coccalu più bello. Si vedono zucche con intagli di ogni tipo, alcuni anche di particolare pregio artistico. Oltre alla tradizione del coccalu di muortu, da non perdere una visita alla splendida Certosa di Serra San Bruno, consacrata nel 1091.
LE TRADIZIONI ITALIANE PER HALLOWEEN SULLE ISOLE

LA FESTA DELLE ANIME IN SARDEGNA
Una forma di questua simile a quella abruzzese è la “festa delle anime” in Sardegna, dove i bambini bussano alle porte chiedendo doni. Secondo la tradizione, questi regali dovrebbero mitigare le pene delle anime dei morti. I padroni di casa a volte dedicano espressamente il dono a una persona cara che hanno perso.
Anche in questo caso i questuanti di solito ricevono cibarie: per tradizione noci, castagne, fichi secchi e melograni, ma anche dolci casalinghi. Oggi questi ultimi sono stati forse sostituiti da merendine commerciali, ma il significato della tradizione resta vivo.
La formula del rito può avere varianti da zona a zona. Nella maggior parte della Sardegna si chiama Is Animeddas, in Ogliastra diventa su Prugadòriu, mentre a Nuoro è detta su Mortu Mortu. Vale la pena partecipare, anche per assaggiare i dolci tipici del periodo: pabassinas, ossus de mortu e pan’e saba (o pani de sapa).
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