Una città, un fiume, una provincia: il nome “Pescara” rappresenta un intero territorio! Una striscia di terra che in circa un’ora di guida porta dal Mare Adriatico alle vette del Parco Nazionale della Maiella, la “montagna madre” per chi vive in Abruzzo. La costa è certamente da visitare, ma spingendoci nelle zone interne scopriamo tanti luoghi suggestivi, come per esempio alcuni paesi. Che aspettiamo, allora? Partiamo in camper alla scoperta di 5 borghi imperdibili in provincia di Pescara.

PENNE, UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA
Il nostro viaggio alla scoperta di alcuni borghi imperdibili in provincia di Pescara parte da Penne che, tra l’altro, fa anche parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia. Il centro storico di Penne è un vortice di stradine, vicoli e piazzette su quattro colli: Colle Sacro, Romano, Castello e Cappuccio. Entriamo da Porta San Francesco, accanto alla chiesa di San Nicola, e ammiriamo il vicino Palazzo Castiglione. Saliamo poi verso l’acropoli fino alla scultura dei Buoi carratori di Pietro Cascella, nei pressi del Museo Archeologico Giovanni Leopardi.
Il vicino Duomo di San Massimo nella cripta dell’VIII secolo ospita una Madonna quattrocentesca in terracotta policroma e affreschi del XII secolo. Nella chiesa di San Domenico c’è invece un piccolo gioiello barocco: la Cappella del Rosario.
In Via Roma possiamo entrare nel cortile del Palazzo del Capitano Regio o in quello del Palazzo di Margherita d’Asburgo, un tempo residenza della duchessa di Penne. Altri edifici notevoli sono Palazzo Scorpione, Palazzo De Dura e la grande fontana dell’Acqua Ventina.
Fuori città ci aspetta invece la Riserva Naturale Regionale Lago di Penne, con numerosi sentieri per escursioni e un laghetto artificiale che è rifugio per diverse specie di uccelli.
Una curiosità: il borgo di Penne è detto “città del mattone”, perché l’intero centro storico è costruito in mattoni di cotto rosso.
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CARPINETO DELLA NORA E LA SUA ANTICA ABBAZIA
Sembra che il nome del piccolo borgo di Carpineto della Nora derivi sia dall’albero del Carpino che cresceva nella zona, sia dal vicino fiume Nora. Il centro è conosciuto per la grande e antica Abbazia di San Bartolomeo, fondata nel 962. Se dell’intero complesso monastico non resta molto, la chiesa invece è perfettamente restaurata. Rappresenta una delle opere più pregevoli dell’arte medievale dei monaci benedettini cistercensi.
Nei pressi troviamo una parete rocciosa che presenta diverse cavità con pitture rupestri risalenti all’età del ferro. Tra queste c’è la Grotta Pietra Rossa, detta anche Eremo di Pietra Rossa, perché alcuni resti di mura fanno pensare alla presenza di monaci eremiti (probabilmente legati alla vicina abbazia).

Chi ama le attività all’aria aperta trova in Carpineto della Nora un’ottima base di partenza per le escursioni nei dintorni. In particolare per visitare la Riserva Naturale Regionale Voltigno e Valle D’Angri, compresa nel Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga.
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Inoltre, a Civitella Casanova puoi visitare il Parco Faunistico La Rupe, che ospita animali selvatici dati in affidamento dagli enti locali. Anche in questo caso puoi risparmiare presentando all’ingresso la tessera del PLEINAIRCLUB (consulta il sito della struttura per informazioni sulle date e gli orari di apertura).

NOCCIANO, TRA LE VALLI DEL CIGNO, DEL PESCARA E DELLA NORA
Il borgo medievale di Nocciano fu a lungo conteso da vari casati, ma vide il suo maggiore sviluppo sotto la famiglia milanese degli Aliprandi. Sotto la loro signoria, infatti, venne costruito il grande Castello Aliprandi De Sterlich, risalente all’anno Mille. Prima trasformato in residenza signorile e poi completamente restaurato, oggi è sede del Museo delle Arti, esposizione permanente di artisti abruzzesi contemporanei.
Il castello presenta una pianta irregolare ed è accessibile attraverso una larga rampa che collega al portale principale, sormontato da un arco a tutto sesto. Sul cortile interno si affaccia la loggia del piano nobile costituita da tre arcate, mentre all’esterno c’è un’altra loggia di otto arcate.
Notevole anche la chiesa di San Lorenzo Diacono e Martire del XIII secolo, situata appena fuori dal centro, che conserva abbastanza lo stile originale. Nel presbiterio possiamo vedere frammenti di affreschi trecenteschi.
Prima di scoprire altri borghi imperdibili in provincia di Pescara, assicurati di avere la tessera del Club in corso di validità per ottenere tutti gli sconti e i vantaggi.
ECCO ALTRI BORGHI IMPERDIBILI IN PROVINCIA DI PESCARA

L’EREMO E LE TOMBE RUPESTRI DI SERRAMONACESCA
Vale la pena spingersi fino al piccolo borgo di Serramonacesca, soprattutto per l’antichissima Abbazia di San Liberatore a Maiella. La sua struttura attuale risale alla ricostruzione effettuata nell’anno 990 dal priore Teobaldo dopo un forte terremoto, ma le basi dell’edificio sono antecedenti. La chiesa è in stile romanico abruzzese. Nelle absidi centrali possiamo ammirare affreschi del XIII secolo. Il legame dell’abbazia con l’abitato è molto stretto: il nome del borgo deriva proprio dalla presenza della comunità monastica.
Altri siti di interesse sono le tombe rupestri di San Liberatore a Maiella (IX secolo) usate come cimitero da abati, eremiti e pellegrini. Si tratta di una serie di sepolture a sarcofago scavate nella roccia, nei pressi delle sorgenti del fiume Alento. La zona si raggiunge con una passeggiata a piedi di circa un quarto d’ora.
Con una passeggiata più lunga raggiungiamo invece i ruderi di Castel Menardo e della Torre di Polegra, fortificazioni del IX secolo. Il primo è a pianta triangolare irregolare, con due torrette di guardia angolari (in parte crollate) in pietra della Maiella. Ancora visitabile la seconda, anche se per metà crollata. A ovest dell’abbazia troviamo l’eremo di Sant’Onofrio dell’XI secolo, scavato sulla roccia della Maiella e interamente realizzato in pietra.

ABBATEGGIO: LA CITTÀ DEL FARRO IN PROVINCIA DI PESCARA
Tra i borghi imperdibili in provincia di Pescara va citato anche Abbateggio, arroccato su uno sperone roccioso alle pendici della Maiella, in un’ottima posizione per vedere il mare. È considerato una “città del farro” per la sua più importante eccellenza gastronomica, che viene preparata in una minestra molto apprezzata.
Tra gli edifici da visitare troviamo poco fuori dal centro storico il Santuario della Madonna dell’Elcina, costruito in seguito a un’apparizione. Custodisce il tronco di elce (leccio) sul quale si dice che apparve la Vergine, il quadro e la statua della Madonna dell’Elcina con Bambino.
Altri edifici locali di grande interesse sono 6 capanne dette “Tholos”, che testimoniano le attività agricole e pastorali dell’uomo primitivo nella Valle Giumentina. Le costruzioni fanno parte dell’Ecomuseo del Paleolitico, Villaggio Tholos, Valle Giumentina. La zona archeologica dispone anche di area ristoro e area pic-nic.

Nei dintorni troviamo la Cascata di Cusano (o Cascata del Lejo), canyon naturale scavato dal Torrente Capo La Vena di una bellezza selvaggia e incontaminata. Il sito è molto apprezzato dagli appassionati di trekking fluviale, ma raggiungerlo non è facile. Il percorso non è ben segnalato (richiede una certa esperienza e attraversamenti del fiume) e potrebbe essere interrotto per fenomeni franosi. Prima di avventurarti consulta il Comune di Abbateggio per informarti sullo stato del sentiero.
Vale davvero la pena di allungarsi poco fuori Abbateggio per raggiungere l’Eremo di San Bartolomeo nel territorio di Roccamorice. È una costruzione davvero suggestiva, scavata e incastonata nella roccia della Maiella, che regala vedute davvero spettacolari. Per raggiungere l’eremo, segui la strada verso i Tholos, parcheggia vicino al sito archeologico e prosegui camminando in salita per circa 30 minuti. Il sentiero è ben segnalato e di media difficoltà.









