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5 GIARDINI DA VISITARE IN CAMPER

L’Italia è il paese più bello del mondo. Oltre a tante ricchezze artistiche e culturali che il mondo ci invidia, è anche pieno di magnifici giardini e parchi. Possiamo visitare molti di questi raggiungendoli comodamente in camper. Qualche esempio? Scopri la nostra selezione di 5 giardini da visitare in camper! Sono tantissimi i giardini, i […]

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L’Italia è il paese più bello del mondo. Oltre a tante ricchezze artistiche e culturali che il mondo ci invidia, è anche pieno di magnifici giardini e parchi. Possiamo visitare molti di questi raggiungendoli comodamente in camper. Qualche esempio? Scopri la nostra selezione di 5 giardini da visitare in camper!

Sono tantissimi i giardini, i parchi e gli orti botanici in tutta Italia. Non c’è davvero che l’imbarazzo della scelta. Per fortuna grazie al camper, la nostra casa su ruote, possiamo raggiungere facilmente e visitare i più suggestivi angoli verdi d’Italia. Ci aspettano scenari da favola, circondati da fiori vivaci e piante rigogliose. Sei pronto? Ecco la nostra selezione di 5 giardini da visitare in camper!

Giardino della Reggia di Venaria Reale - 5 giardini da visitare in camper

Giardini da visitare in camper: Venaria Reale

Stupendi saloni che si perdono negli 80.000 mq di un edificio monumentale. 60 ettari di meravigliosi giardini, che nel 2019 hanno vinto il concorso di Parco più bello d’Italia. Un capolavoro dell’architettura e del paesaggio, un complesso incredibile, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1997. È l’antica residenza di caccia dei sovrani sabaudi a Venaria Reale, alle porte di Torino, meglio nota come la reggia di Venaria Reale.

Il progetto aveva un grandioso impatto scenografico e comprendeva il palazzo, il parco, i boschi di caccia adiacenti e un intero borgo. I giardini all’italiana, assolutamente da visitare, custodiscono sculture, fontane, scalinate e terrazze.

L’edificio vanta alcune delle più alte espressioni del barocco. Lo scenario della Sala di Diana, la solennità della Galleria Grande e della Cappella di Sant’Uberto, il complesso delle Scuderie Juvarriane (opere settecentesche di Filippo Juvarra). E ancora fastose decorazioni, la spettacolare Fontana del Cervo nella Corte d’onore e il Teatro di Storia e Magnificenza, percorso espositivo dedicato ai Savoia.

Nel corso degli anni la reggia subì diversi danni durante le guerre, divenne caserma e piazza d’armi per poi cadere in una grave incuria. Dopo quello che è stato il cantiere di restauro più importante d’Europa per i beni culturali, puoi di nuovo ammirare la reggia di Venaria Reale nella sua magnificenza. Oggi la reggia ospita anche importanti mostre ed è location per grandi eventi culturali. Come il Live at Venaria Reale, concerto di Paolo Conte trasmesso in streaming dalla Sala di Diana il 30 settembre 2021 e poi inciso come album.

Giardini la Mortella a Ischia

Sapevi che il microclima di Ischia è così speciale che prosperano piante che vanno dai castagni ai banani? Scopri le stupende fioriture che ti attendono ai magnifici Giardini La Mortella a Forio (NA)!  Nella struttura creata dal compositore britannico William Walton e da sua moglie, l’affascinante Lady Susana, puoi stupirti di fronte ai colori di centinaia di piante e fiori da tutto il mondo. Oppure puoi ammirare la baia di Forio dal teatro greco e rilassarti nella fantastica sala da tè sugli alberi.

Un suggestivo ambiente roccioso arricchito da fontane, piscine e corsi d’acqua – che permettono la coltivazione di piante acquatiche come papiro, fior di loto e ninfee tropicali – ospita i Giardini La Mortella a Ischia.  Nei due ettari dei giardini troverai una vastissima raccolta di piante esotiche e rare, arricchita ogni anno: per varietà e ricchezza delle collezioni, La Mortella può infatti essere considerata un orto botanico.

Seguendo viali e sentieri, rampe e scalette, dal giardino più basso della Valle puoi raggiungere il giardino superiore sulla Collina, terrazzato con muri a secco, e godere di una stupenda vista sulla baia di Forio. Nei Giardini La Mortella troverai inoltre tre serre Tropicali, la Sala Thai (un luogo di quiete per la meditazione, circondato da fiori di loto, peonie, bambù e aceri giapponesi), la Cascata del Coccodrillo, il Ninfeo e la Roccia di Sir William.

Dal nome del mirto, pianta che nasce sulle rocce vulcaniche dell’isola, deriva quello della località Le Mortelle sul promontorio di Zaro (e successivamente dei giardini). Qui i coniugi Walton si stabilirono poco dopo il loro matrimonio. Per più di 50 anni Lady Walton sviluppò il giardino, prima con l’aiuto del grande paesaggista inglese Russell Page, poi seguendo solo la propria ispirazione. Rimasta vedova, Lady Walton decise di aprire il giardino al pubblico e creare due fondazioni, con gli obiettivi di divulgare le composizioni del marito, incentivare l’amore per la musica e preservare il giardino stesso.

Orto Botanico dell'Università di Palermo

ORTO BOTANICO DELL’UNIVERSITÀ DI PALERMO

Tra i più bei giardini botanici italiani, l’Orto Botanico dell’Università di Palermo ha duecento anni portati benissimo. Fu fondato nel 1789, e in un’epoca di grandi esplorazioni fu un punto di riferimento per tutta l’Europa. Soprattutto quella del Nord, che impiantò qui specie allora non classificate, di tipo tropicale. Uno spettacolare ficus del 1845 è il simbolo dell’Orto.

Considerato un enorme museo all’aperto, l’Orto Botanico dell’Università di Palermo è tra le più importanti istituzioni accademiche italiane. La sua peculiarità è la grande varietà di specie vegetali ospitate, molte originarie delle regioni tropicali e subtropicali. Questa ampia biodiversità lo rende un luogo ricchissimo di espressioni di flore diverse.

La struttura si estende su oltre 10 ettari, suddivisi in vari ordinamenti e settori. A differenza di un giardino, in un orto botanico le piante sono disposte non solo secondo canoni estetici, ma anche secondo criteri scientifici. Ogni esemplare è inoltre identificato scientificamente.

L’Orto Botanico di Palermo rappresenta un patrimonio culturale di valore inestimabile. Al suo interno le piante crescono nel modo più naturale, esprimendo la loro vera personalità. I frutti sono lasciati sugli alberi e per terra, per consentire al pubblico di osservarli e per garantire il continuo ciclo del carbonio all’interno del sistema-orto. A seconda delle stagioni puoi osservare le differenti fioriture e fruttificazioni, la fogliazione e la defogliazione, con tutti i diversi colori che ne derivano. In autunno e in inverno, per esempio, il foliàge copre il suolo di un manto dai colori più pittoreschi. Le foglie cadute non vengono asportate, perché arricchiscono il terreno di sostanza organica. In alcune zone, infine, trovi anche erbe e verdure spontanee.

L’Orto Botanico dell’Università di Palermo è aperto tutti i giorni con l’esclusione di Capodanno e Natale. Per la sosta camper a Palermo, trovi l’Area Sosta Idea Vacanze, il Parking Giotto e l’area Conca d’Oro. Poco distante, a Mondello, c’è anche l’Enjoy Camping Mondello.

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È sempre più facile e conveniente raggiungere l’Orto Botanico dell’Università di Palermo e tutti gli altri giardini da visitare in camper al di là del mare, grazie alla tessera del PLEINAIRCLUB! Con le compagnie di navigazione e le piattaforme di prenotazione in convenzione, risparmi su tutte le rotte del Mediterraneo con sconti fino al 25%: scopri tutti i vantaggi!

ECCO ALTRI IMPERDIBILI GIARDINI DA VISITARE IN CAMPER 

Parco Nazionale delle Cinque Terre - 5 parchi da visitare in camper

PARCO NAZIONALE DELLE CINQUE TERRE

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre presenta delle caratteristiche che lo rendono davvero unico nel suo genere, non solo perché è anche un’area marina protetta. Parliamo di un parco che, a differenza di tutti gli altri, si estende in verticale. Inoltre, potremmo considerarlo come un “Parco dell’Uomo”. Quello delle Cinque Terre con i suoi 3.860 ettari è infatti il parco nazionale più piccolo d’Italia, ma allo stesso tempo è anche il più densamente popolato. Al suo interno dimorano circa 4.000 abitanti nei borghi di Manarola, Riomaggiore, Vernazza, Monterosso al mare, Corniglia, le famose Cinque Terre.

L’ambiente naturale è stato profondamente modificato dall’azione dell’uomo. Per secoli, a partire dall’anno mille, gli abitanti delle Cinque Terre hanno sezionato i pendii scoscesi a picco sul mare per ricavarne strisce di terra coltivabili. Queste strette porzioni pianeggianti, dette “ciàn”, sono sorrette da chilometri di muretti a secco. Questo è il vero tratto identitario del Parco Nazionale delle Cinque Terre, un territorio diventato Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco.

Il Parco difende questa peculiarità dal fisiologico abbandona dall’attività agricola da parte dell’uomo, che ha portato a fenomeni di degrado paesaggistico. La finalità di altri parchi è quella di difendere l’ambiente naturale sottraendolo all’azione quotidiana dell’uomo. Quella del Parco Nazionale delle Cinque Terre è invece di riportare l’uomo a intervenire sul paesaggio coltivandolo e prendendosi cura di esso.

Giardino di Ninfa - 5 giardini da visitare in camper

GIARDINO DI NINFA

Vuoi vivere una vacanza in camper da favola? Allora visita un luogo fiabesco! Ne trovi uno davvero incredibile in località Doganella di Ninfa a Cisterna di latina (LT), un paradiso ricolmo di piante, fiori, profumi e colori. Parliamo del Giardino di Ninfa, un fantastico giardino all’inglese affacciato sulle acque dell’omonimo laghetto, punto di risorgenza delle acque sotterranee provenienti dai Monti Lepini. Reso un po’ gotico dalle rovine di case e chiesette, è stato nominato monumento naturale nel 2000.

Già il nome “Ninfa” rimanda a creature mitologiche, e in effetti deriva da un tempio di epoca romana una volta situato nelle vicinanze e dedicato alle ninfe delle sorgenti. La bellezza del giardino si unisce alla magia del lago, quindi, ma a rendere davvero fiabesca l’atmosfera è il fascino tipico dei borghi abbandonati. Perfettamente integrati con la natura circostante, infatti, trovi i ruderi della cittadina medioevale di Ninfa.

Feudo dei nobili Caetani, la cittadina venne distrutta e nel corso dei secoli conobbe periodi di abbandono, finché i discendenti della famiglia piantarono i primi alberi, fecero restaurare alcune rovine e diedero vita al giardino in stile anglosassone. In un’area di oltre 8.000 ettari ci sono più di 1.300 piante che regalano fioriture dai mille colori. All’interno del Giardino di Ninfa puoi ammirare ciliegi e meli ornamentali, diverse varietà di magnolie, betulle, iris e una grande varietà di aceri giapponesi.

Oggi la Fondazione Roffredo Caetani vigila sul Giardino di Ninfa e sul Castello Caetani di Sermoneta, distante circa 30 minuti. Il Giardino di Ninfa e il castello possono essere visitati a pagamento, con prenotazione obbligatoria. Puoi fermarti con il camper nell’ampio parcheggio gratuito all’ingresso del giardino.