Ci sono luoghi, come la Toscana, perfette per le uscite in camper, soprattutto nei fine settimana. Paesaggi meravigliosi ovunque, dal mare alle colline. I viaggiatori hanno l’imbarazzo della scelta tra natura e paesaggi, città d’arte, borghi medievali ed eccellenze enogastronomiche. Anche nelle zone forse meno conosciute dal turismo di massa, come il Casentino. Proprio per questo vogliamo proporti un percorso in camper per un weekend in Toscana nel Casentino. Continua a leggere e scopri di più.
Il Casentino è la prima vallata attraversata dall’Arno. È delimitata dal massiccio del Pratomagno e dalla dorsale appenninica (al confine con l’Emilia-Romagna) sulla quale si estende il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Una zona ricca di foreste e anfratti, ideale per chi cerca tranquillità e solitudine. Non è un caso che dia accoglienza a Dante Alighieri durante il suo esilio, a San Francesco (che qui fonda il monastero della Verna e riceve le stigmate) e a San Romualdo. Quest’ultimo nel Casentino fonda il bellissimo Monastero di Camaldoli, nel comune di Poppi. Nella zona, inoltre, domina ancora una natura rigogliosa, ideale per escursioni, passeggiate, pedalate e per trovare pace, relax e contatto diretto col verde. Un luogo da visitare assolutamente in camper, per scoprire borghi, luoghi di culto e tutte le altre bellezze che offre. Poco a nord di Arezzo, quindi, cominciamo a risalire il corso dell’Arno lungo la SR71 per trascorrere il nostro weekend in Toscana nel Casentino. Sei pronto a partire?
INIZIAMO IL NOSTRO WEEKEND IN CAMPER NEL CASENTINO

PIEVE A SOCANA
Sulla sinistra, nel territorio del comune di Castel Focognano troviamo la chiesa di Sant’Antonino a Socana, conosciuta come Pieve di Socana. Secondo la tradizione, questa sarebbe sorta vicino a un importante luogo di culto etrusco. In effetti, gli scavi degli anni Settanta portarono alla luce dietro l’abside della chiesa una grande ara etrusca del V secolo a.C. e parte della scalinata di accesso a un tempo.
Probabilmente il sito religioso etrusco era molto importante. Per soppiantare il culto pagano, nei secoli successivi furono edificate diverse chiese nella zona. Solo nel XII secolo venne però realizzata la chiesa in stile romanico che possiamo vedere.

SANTUARIO DELLA VERNA
Ripresa la SR71, poco dopo Rassina per raggiungere la prossima tappa facciamo una deviazione sulla SP60. Meglio stare attenti, non è una strada facile, ma ne vale la pena.
Alle pendici del Monte Penna troviamo il bel santuario della Verna, nel comune di Chiusi della Verna. Secondo la tradizione, qui San Francesco avrebbe ricevuto le stigmate nel 1224. Proprio al patrono d’Italia si deve la nascita del suggestivo luogo di culto, costruito quasi a picco sulla roccia. Il complesso è formato da diversi edifici: la Basilica maggiore, la chiesa di Santa Maria degli Angeli, il corridoio delle Stimmate e la Cappella delle Stimmate.
Ai frati va il merito di aver curato come loro creatura la Foresta monumentale di abeti, aceri e faggi. Protetti dall’invasione dell’uomo, qui ancora vivono lupi, gufi reali, falchi pellegrini, cinghiali e altre specie. Nei dintorni sono presenti varie aree adatte alla sosta camper.

BIBBIENA
Continuando a risalire lungo il corso dell’Arno incontriamo Bibbiena. Il borgo conserva un centro antico molto tranquillo, che ha i maggiori punti d’interesse nella Piazza del Comune e nella vicina mole della Torre Tarlati. Ma soprattutto nella chiesa di San Lorenzo, dove sono conservate due splendide opere di terracotta della dinastia dei sofisticati maestri Della Robbia.
A poca distanza dal paese, un’escursione in bicicletta o a piedi conduce al rinascimentale santuario di Santa Maria del Sasso. Al suo interno – visitabile però solo in occasione delle celebrazioni – conserva un buon numero di opere d’arte. Da non perdere anche la propositura dei Santi Ippolito e Donato e il Museo Archeologico del Casentino Piero Albertoni. Quest’ultimo espone reperti provenienti da vari siti, tra cui il Lago degli Idoli, e varie epoche, dalla Preistoria fino alla tarda età romana. La struttura è convenzionata con il Club: clicca qui e scopri gli SCONTI CON LA TESSERA DEL PLEINAIRCLUB.
Principale centro economico del Casentino, Bibbiena è famosa per la produzione del Panno Casentino. Si tratta di un tradizionale tessuto di lana prodotto solitamente nei colori verde o arancione, impiegato per realizzare cappotti invernali.
A Bibbiena possiamo prenderci un rinfrescante momento di pausa e visitare il Birrificio Agricolo La Campana d’Oro. Le birre dell’azienda non sono soltanto artigianali, ma appunto agricole, perché realizzate con l’orzo e il malto del Casentino prodotti internamente. Racchiudono praticamente il sapore del Casentino! Goditi le birre e risparmia: clicca qui e scopri gli SCONTI CON LA TESSERA DEL PLEINAIRCLUB!
CONTINUA A LEGGERE PER SCOPRIRE LA SECONDA PARTE, MA PRIMA…
Acquista o rinnova ora la tessera PLEINAIRCLUB con la rivista PLEINAIR Digitale e la CKE digital card comprese a un prezzo imperdibile!
IL WEEKEND IN TOSCANA NEL CASENTINO CONTINUA!

POPPI
Giungiamo a Poppi, annoverato nel circuito dei Borghi più belli d’Italia. Un titolo pienamente meritato se consideriamo la qualità del patrimonio storico artistico di cui gode questo centro casentinese. Tra i vari punti di interesse possiamo sicuramente citare la chiesa di San Fedele, unico resto di un’importante abbazia vallombrosiana, con un campanile che fu ricavato utilizzando un’antica torre. Merita una visita anche la chiesa della Madonna del Morbo.
Ma il monumento che più di ogni altro spicca è il sensazionale Castello dei Conti Guidi. Il castello, costruito a partire dal XIII secolo, vanta uno straordinario stato di conservazione, diverse opere d’arte ed un’importantissima biblioteca monastica con oltre 25.000 volumi. Quando raggiungiamo l’edificio, che come stile è a metà strada tra una fortezza e un palazzo, possiamo provare una sensazione di déjà vu che all’inizio ci lascia perplessi.

Il realtà è più che giustificata. L’edificio, infatti, fu costruito dal padre del celebre Arnolfo di Cambio. e avrebbe fornito al giovane architetto l’ispirazione per progettare il Palazzo Vecchio di Firenze. In dimensioni più imponenti, certo, ma con forme decisamente molto simili. Vale la pena di entrare nell’elegante maniero per trovarsi in un cortile oggi coperto, decorato di stemmi e rilievi, da cui si può salire fino alla torre panoramica.
Oppure si possono esplorare le raccolte di alcuni dei volumi più preziosi delle biblioteche monastiche del passato. Stretto e allungato, il corso del paese si spinge dal castello fino al capo opposto, raggiungendo la chiesa di San Fedele, unico resto di un’importante abbazia vallombrosana, con un campanile che fu ricavato riutilizzando un’antica torre.
A Poppi puoi fermarti nell’area sosta La Crocina oppure al Park & Grill Poppi.

EREMO E MONASTERO DI CAMALDOLI
Da Poppi facciamo un’altra deviazione e prendiamo la SP67, inerpicandoci di nuovo verso il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. È una deviazione importante, perché ci porta a un altro famoso luogo mistico del Casentino. I pendii coperti di foreste, infatti, e una breve ma tortuosa salita ci portano all’eremo di Camaldoli, uno dei luoghi più suggestivi dell’intero Appennino.
Secondo la leggenda, San Romualdo vi arrivò percorrendo un’antica via che parte dalla Romagna. Affascinato e colpito dalla maestà degli alberi secolari e dal canto degli uccelli, decise di dare vita a un piccolo eremo che poco dopo l’anno Mille era composto da cinque piccole celle con al centro una chiesetta. Nacque così il monastero dei Camaldolesi, la cui regola comprende tuttora una serie di attenzioni e indicazioni ben precise nella cura della foresta.
La coesistenza dei frati con i grandi boschi è sempre stata stretta. Sarebbe un errore pensare che queste fustaie così solenni e ben tenute siano solo frutto dell’evoluzione naturale. Le due anime dell’ordine sono ben rappresentate. Troviamo infatti un monastero, dove la vita è comunitaria, ma anche un eremo. Qui, invece, l’isolamento, il silenzio e la clausura sono la regola. Sul far della sera, se ci sediamo nella quiete al di fuori dell’eremo o del convento, potremmo avvistare decine di caprioli e qualche cervo.

STIA E CASTELLO DI PORCIANO
Riscendiamo a valle seguendo (con cautela) la strada dell’andata e concludiamo il nostro weekend in Toscana nel Casentino a Stia, nel comune sparso di Pratovecchio Stia.
Qui troviamo il Museo dell’Arte della Lana, centro culturale molto importante, perché ha ridato vita al panno casentino. Questo sembrava condannato a sparire, a causa della concorrenza di tessuti meno nobili e più economici. L’esposizione nasce dal restauro di telai e macchinari dell’ex lanificio di Stia. Basta spingere un bottone per avviare l’impianto sonoro che diffonde il rombo che, un tempo, era prodotto dalle macchine in piena attività.
Stia era dominata dal castello di Porciano, e sulla via per raggiungere il maniero s’incontra l’appartata struttura della parrocchiale di Santa Maria Assunta, del XIII secolo con facciata settecentesca. Il castello di Romena, sulla sponda opposta del fiume, domina anch’esso la valle. Il maniero dovrebbe risalire all’anno Mille, fu dei conti di Spoleto e poi dei conti Guidi. Qui soggiornò Dante Alighieri, nel corso del suo primo esilio. Oggi, della fortezza rimangono le mura e una corte coperta da un prato verdissimo, oltre il quale sorge la Torre delle Prigioni.
A Stia puoi fermarti al Parcheggio Passo della Calla oppure all’Area sosta comunale. A Pratovecchio trovi invece l’Area sosta camper Pratovecchio e l’Area sosta camper Capodarno.









