Le vie cave, una rete di tortuosi percorsi semisotterranei scavati tra altissime pareti di tufo. Ancora oggi non è ben chiaro l’uso che ne facessero gli Etruschi. Le percorreremo tra i meravigliosi borghi di Pitigliano e Sovana alla scoperta di un’area archeologica ricca di necropoli e incredibili tombe.
Sono famose come le città del tufo. In effetti Pitigliano, Sovana e Sorano sembrano una naturale estensione delle rocce sulle quali sono poggiate. Caratterizzate dal classico colore ocra, richiamano le tecniche degli antichi insediamenti etruschi sui quali insistono. Scopriremo questi ultimi percorrendo alcune tra le più incredibili “autostrade” dell’antichità: le vie cave degli Etruschi. Una intricata rete di percorsi semisotterranei (il cui uso non è ancora stato chiarito) scavati profondamente tra alte pareti di tufo.
E poi ancora tunnel e cunicoli che ci porteranno nelle necropoli alla scoperta di incredibili tombe. Quelle a dado o a cubo, scavate nel tufo per tutti e quattro i lati. Quelle a semidado, liberate solo per tre lati. E infine quelle a falso dado, che hanno solo la facciata scolpita e un accenno dei lati. Alcune presentano anche false porte, simbolo del passaggio all’aldilà. Sei pronto a scoprire il mistero degli Etruschi? Allora partiamo!
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DA PITIGLIANO A SOVANA E RITORNO LUNGO LE VIE CAVE
Pitigliano – Sovana, Vie cave e necropoli
Toscana, Maremma, Parco Archeologico Città del Tufo, Grosseto
Fantastico anello fra storia e natura nelle segrete meraviglie delle vie cave etrusche. Il percorso è lungo e completo, ma può essere utilizzato come spunto per itinerari più brevi.
Quota 330 m
Difficoltà media su sentieri e strade sterrate e asfaltate. Alcune vie cave possono essere chiuse per manutenzione: clicca qui e informati prima presso la Pro Loco sull’effettiva percorribilità.
Periodo consigliato primavera e autunno
Percorso parzialmente segnato
Dislivello 550 m
Distanza 26 km
Tempo di percorrenza 7:35 h
Cartografia Il Lupo Alta Maremma Selva del Lamone
Informazioni www.comune.pitigliano.gr.it

ROADMAP Da Pitigliano (330 m) per Via di Porta Sovana, la Via Cava di Poggio Cani (257 m, +20 min.), il Ponte Romano sul fiume Lente (204 m, +20 min.), la Via Cava di San Giuseppe, la Fontana dell’Olmo (276 m, +30 min.), una combinazione di deserte asfaltate, deviazione (+1,05 h) per la Via Cava e la necropoli di Fosso Fologna (287 m, 20 min. a/r) e Sovana (293 m, +5 min.).
Poi per l’Area archeologica di Sopraripa (226 m, +15 min.) con visita del sito (+35 min.): Tomba della Sirena (245 m) e Via Cava di San Sebastiano; il Parco archeologico Città del Tufo (230 m, +5 min.) con visita del sito (+1,40 h): Tomba dei Demoni Alati, Tomba Pola, Tomba Ildebranda, Via Cava di Poggio Prisca, Tomba del Tifone, Via Cava del Cavone e Tomba Pisa.
Ritorno a Sovana (+20 min.) e poi per la Via Cava di Piano Conati, il Fosso del Puzzone, la Via Cava dell’Annunziata (299 m, +50 min.), il Ponte Romano sul Lente (+35 min.), Pitigliano (+20 min.) e il parcheggio (+15 min.).
COME ARRIVARE Pitigliano è raggiungibile dall’autostrada A1 con uscita a Orvieto o a Orte. Dall’autostrada A12 seguendo le indicazioni Grosseto-Livorno.
SOSTA CAMPER A Pitigliano è presente un punto sosta illuminato senza servizi in Piazzale Pietro Nenni.
DESCRIZIONE Popolo misterioso gli etruschi, per la limitata conoscenza della loro lingua e la suggestione dei loro multiformi monumenti funebri. Ma il lascito più stupefacente del popolo dei rasna sono le vie cave, questa tortuosa rete viaria semisotterranea, stretta fra alte pareti tufacee, il cui impiego resta ancora oggi in parte misterioso: semplici vie di comunicazione o percorsi difensivi, religiosi, magici?
Sicuramente magiche sono le atmosfere che si respirano inoltrandosi in questo semioscuro mondo dai toni smeraldini e dai rumori attutiti, nel quale regna un microclima che vede pullulare felci, muschi e licheni, con qualche raro anemone che si spenzola candido per catturare una stilla di sole. E alcuni dei più lunghi e profondi esempi di queste strade in trincea si trovano nella Maremma toscana, a cavallo fra Lazio e Toscana, prossime agli incantevoli borghi arroccati di Pitigliano e Sovana.
Avviamoci allora per i deserti vicoli di Pitigliano, costeggiando l’Acquedotto mediceo e la Sinagoga di questa Piccola Gerusalemme, per la storica presenza di una comunità ebraica. Un vertiginoso affaccio dalla prua di questo vascello di pietra e dalla Via di Porta Sovana, lungo un’antica mulattiera, entriamo nel regno del tufo, che caratterizzerà tutto il nostro cammino.
La Via Cava di Poggio Cani, enigmaticamente doppiata da una tagliata parallela, ci porta a svolte verso il corso del Lente che varchiamo su un robusto ponte romano per penetrare presto nella verdastra oscurità della Via Cava di San Giuseppe, antica via di collegamento con Sovana. Proseguiamo per oltre un chilometro fra le pareti, rigogliose di felci e di muschi e con evidenti interventi di regimazione idraulica; il fondo è profondamente segnato dal transito dei carri. Torniamo al sole e ci ritempriamo con un sorso d’acqua etrusca all’antica Fontana dell’Olmo.
Di buon passo, sotto un cielo di cristallo, affrontiamo ora una deserta combinazione di asfaltate, immerse nei poderi della campagna maremmana. Una breve deviazione per la Via Cava di Fosso Fologna e l’omonima necropoli.
Torniamo brevemente sui nostri passi e i possenti ruderi della Rocca Aldobrandesca sorvegliano il nostro ingresso a Sovana, patria di Ildebrando Aldobrandeschi, al papato Gregorio VII. Atmosfera immobile, ferma nel tempo nelle vie del medievale borgo tufaceo, penombra e lame di luce nelle romaniche chiese di Santa Maria Maggiore e dei Santi Pietro e Paolo.
Lasciamo alle spalle il villaggio e ci avviamo verso il Parco archeologico Città del Tufo. Nel settore di Sopraripa costeggiamo una lunga teoria di sepolcri che si addensa sul boscoso e ripido costone: a dado, semidado e falso dado, fino alla stupefacente Tomba della Sirena, ornata del bassorilievo del mostro marino Scilla nell’atto di affondare una nave. La Via Cava di San Sebastiano ci conduce poi alla vertiginosa visuale di un romitorio scavato nel tufo.
Pochi minuti di cammino per la più grande e monumentale area archeologica e attraverso una fitta vegetazione andiamo alla scoperta di questi grandiosi edifici funebri: la Tomba dei Demoni Alati, che conserva ancora elementi pittorici, la Tomba Pola, interamente tagliata nel tufo e che presentava un fronte a tempio greco di otto colonne, e soprattutto la maestosa Tomba Ildebranda, sorta di tempio monumentale elevato su un podio con due scalinate laterali.
Percorriamo le vie cave di Poggio Prisca e del Cavone, dove si aprono frequenti tabernacoli apotropaici e scacciadiavoli che contenevano medievali immagini sacre contro i demoni notturni; non doveva essere piacevole in anni di superstizione percorrere nella notte questi profondi cammini. Non ci facciamo sfuggire la grande Tomba Pisa, per entrare torcia alla mano nella vasta e labirintica oscurità delle sue nove camere comunicanti.
Di nuovo Sovana sul nostro cammino da dove caliamo nella tortuosa Via Cava di Piano Conati, che dopo il ponticello sul Fosso del Puzzone risale su un arioso pianoro magmatico, dove spiccano gli antichi solchi dei carri.
I campanili di Pitigliano salutano già l’arrivo alla Via Cava dell’Annunziata, l’ottava e ultima della giornata.
Dopo oltre tre chilometri di vie cave riemergiamo da questo sotterraneo mondo etrusco in una Pitigliano ora densa di turisti, con ancora negli occhi la meraviglia di questa lunga camminata fra storia e natura.

Scarica qui i tracciati Gps in formato gpx e kml
Clicca qui e scarica la mappa completa delle vie Cave di Pitigliano e Sovana.
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