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3 LUOGHI DA VISITARE IN CAMPER A GIUGNO

Scopri la nostra selezione di alcune tra le migliori mete per i camperisti, da raggiungere e visitare a giugno o quando preferisci.
Il borgo di Bolsena affacciato sull'omonimo lago, uno dei luoghi da visitare in camper a giugno suggeriti dal PLEINAIRCLUB.
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L’estate è alle porte, ma il clima non è torrido e le folle del turismo di massa sono ancora lontane: la situazione ideale per partire in camper! Se non hai ancora progettato le tue uscite, ti suggeriamo 3 luoghi da visitare in camper a giugno. Innanzitutto, un borgo del Lazio che dà nome a uno splendido lago. In seconda battuta, una città della Sicilia dalla storia antichissima, testimoniata da un’ampia area archeologica tutelata come Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Infine, ti consigliamo un borgo diffuso in Toscana, cantato nelle opere del poeta dal quale ha preso il nome e noto per la produzione di vini pregiati. Hai indovinato quali sono i luoghi da visitare in camper che ti suggeriamo? Scoprili subito leggendo di seguito!

Veduta di Bolsena dalla Rocca Monaldeschi della Cervara, uno dei luoghi da visitare in camper a giugno suggeriti dal PLEINAIRCLUB.
Veduta di Bolsena e del lago omonimo dalla Rocca Monaldeschi della Cervara

Un tour a Bolsena in camper a giugno

Cerchi una tregua dal lavoro e dal caos cittadino? Sulle spiagge di sabbia vulcanica del Lago di Bolsena puoi rilassarti e prendere il sole negli stabilimenti attrezzati o nei tratti liberi. L’acqua infatti è pulita e bassa, ideale per divertirsi a nuotare o a praticare gli altri sport acquatici. Oppure per dedicarsi alla pesca, visto che il lago ospita molte specie ittiche. Inoltre, per gli appassionati di birdwatching sono numerosi anche gli uccelli acquatici di varie specie. Infine, ci sono i borghi che si affacciano sull’invaso, a partire da quello che gli dà il nome. È proprio Bolsena (VT), in effetti, il primo dei luoghi da visitare in camper a giugno che ti suggeriamo.

Rocca Monaldeschi della Cervara a Bolsena (VT), uno dei luoghi da visitare in camper a giugno suggeriti dal PLEINAIRCLUB.
La Rocca Monaldeschi della Cervara

Luoghi da visitare a Bolsena

Il borgo di Bolsena, l’antica Volsinii Novi, ha una data di nascita precisa. Si tratta dell’anno 264, quando i romani distrussero il centro etrusco di Volsinii (forse antenato di Orvieto) per fondare una nuova città sul lago vicino all’importante e strategica Via Cassia. L’area archeologica di Volsinii Novi in località Poggio Moscini è visitabile, e più a sud troviamo anche il Parco Archeologico Naturalistico di Turona.

Bolsena è un comune Bandiera Arancione con un bellissimo centro storico che ha conservato il suo aspetto antico, come possiamo notare osservandone il profilo dal lago. Spicca nell’insieme l’imponente Rocca Monaldeschi della Cervara, citata già nel 1156. Oggi ospita il Museo Territoriale del Lago di Bolsena, che espone reperti di carattere geologico, archeologico e storico (etruschi e romani in particolare). Nella Rocca trovi anche l’Acquario – dedicato soprattutto alla fauna lacustre e fluviale – che gli iscritti al PLEINAIRCLUB possono visitare approfittando di vantaggi dedicati.

Nei pressi della rocca troviamo anche il Palazzo Monaldeschi della Cervara. Altra interessante dimora signorile nel centro storico è Palazzo del Drago, che presenta delle sale splendidamente decorate.

Di fronte al castello c’è la chiesa di San Salvatore, originaria del XV secolo e ricostruita internamente dopo un incendio. L’edificio religioso più importante però è la Basilica di Santa Cristina, consacrata nel 1077 e sicuramente da visitare. Al suo interno troviamo affreschi che vanno dal XIV al XVI secolo e le Grotte di Santa Cristina, catacombe paleocristiane dove sono state ritrovate le reliquie della santa martirizzata a Bolsena, in seguito traslate.

Gli eventi da non perdere

La Basilica di Santa Cristina è una tappa della Via Francigena ed è nota per il miracolo eucaristico del 1263. Secondo quanto viene narrato, l’ostia avrebbe sanguinato durante la messa al momento della consacrazione, come testimoniato dalle reliquie conservate in parte nella basilica e in parte a Orvieto. A seguito dell’episodio la Chiesa introdusse la solennità del Corpus Domini, molto sentita a Bolsena che la celebra con delle grandiose infiorate (7 giugno 2026) e diversi eventi collaterali.

Imperdibile dal 12 al 14 giugno 2026 anche la Festa delle Ortensie, fiori che a Bolsena hanno trovato un habitat particolarmente fertile grazie al terreno vulcanico. Il 23 e 24 luglio di ogni anno si tengono invece i Misteri di Santa Cristina, una drammatizzazione scenica della storia e del martirio della santa.

Per il soggiorno a Bolsena c’è il Lido Camping Village, dove gli iscritti al PLEINAIRCLUB ottengono uno sconto esclusivo.

Oppure puoi fermarti nel punto sosta di Via Madonna del Cacciatore, di fronte agli scavi archeologici.

Il Tempio di Ercole nella Valle dei Templi e, sullo sfondo, l'odierna città di  Agrigento, uno dei luoghi da visitare in camper a giugno suggeriti dal PLEINAIRCLUB.
Le rovine del Tempio di Ercole nella Valle dei Templi e, sullo sfondo, la moderna città di Agrigento

Luoghi da visitare ad Agrigento in camper

Con le temperature in aumento e magari qualche giorno in più a disposizione, potresti pensare a un viaggio più lungo. Per esempio verso la Sicilia, che puoi raggiungere imbarcando il camper e approfittando degli sconti offerti dalla tessera del PLEINAIRCLUB per i traghetti. Il secondo dei luoghi che ti suggeriamo di visitare in camper a giugno, infatti, è Agrigento, città che offre luoghi assolutamente imperdibili. Il primo di questi è la Valle dei Templi.

Il Tempio della Concordia nella Valle dei Templi ad Agrigento, uno dei luoghi da visitare in camper a giugno suggeriti dal PLEINAIRCLUB.
Il Tempio della Concordia nella Valle dei Templi, con la statua di Icaro caduto in primo piano

La Valle dei Templi

Si tratta di uno straordinario ed ampio parco archeologico nominato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, dove le importanti rovine (molte delle quali ben conservate) si fondono con il verde della natura. L’area, in effetti, corrisponde all’antica colonia greca di Akragas, fondata intorno al VI secolo a.C. sulla Rupe Atenea. Una grande città stato protetta da 12 chilometri di mura con 9 porte di accesso, che nel periodo di massimo splendore era arrivata a contare 300.000 abitanti!

Il nome del sito archeologico è dovuto alla presenza di oltre dieci grandi templi dorici e alcuni santuari. Entrando da est, la visita inizia dal Tempio di Giunone o di Hera Lacinia. Poco oltre troviamo il maestoso Tempio della Concordia, tra i templi greci meglio conservati al mondo. Nel 2011 accanto ad esso è stata posta una grande statua di Icaro caduto dello scultore polacco Igor Mitoraj.

Raggiungiamo a questo punto il Tempio Eracle (o di Ercole), il più antico del sito (520 a.C. circa). Dell’edificio restano solo otto colonne, ma le sue misure in origine erano davvero importanti. Anche se non abbastanza per competere col vicino Tempio di Zeus Olimpio (o Tempio di Giove), il più grande di tutto l’occidente antico, purtroppo crollato nel 1401 per un terremoto. La zona successiva è il Santuario delle Divinità Ctone, un’area dedicata ai sacrifici in onore delle divinità della terra, che racchiude il Tempio di Castore e Polluce o Tempio dei Dioscuri. Di questa costruzione restano quattro colonne che sono tra i simboli di Agrigento.

Altri luoghi da visitare nella Valle dei Templi

A questo punto puoi raggiungere la parte più recente dell’area, dove trovi il Tempio di Efesto (o di Vulcano). Un po’ in disparte rispetto alla “Via Sacra” (il percorso che collega i templi principali) troviamo altre testimonianze. Parliamo dei resti del Tempio di Demetra, sul quale è stata costruita la chiesa di San Biagio, e il Tempio di Asclepio (o Esculapio). Nell’adiacente Quartiere Ellenistico Romano, infine, ci sono anche i resti del Tempio di Iside.

La Valle dei Templi, inoltre, presenta diversi altri siti interessanti. Come la Tomba di Terone (probabilmente successiva al periodo del tiranno di cui porta il nome), il Museo Archeologico Pietro Griffo e la chiesa di San Nicola (XIII sec.). E infine delle necropoli paleocristiane e bizantine e diversi ipogei.

Il Giardino della Kolymbethra

A questo punto possiamo visitare il Giardino della Kolymbethra. Questo termine in greco antico indica una “piscina” dove venivano convogliate le acque che trasudavano dalla porosa roccia rossa locale, la calcarenite. La piscina alimentava il giardino, luogo di villeggiatura dei tiranni di Akragas e punto d’incontro dei cittadini. Parte dei fasti antichi sono ancora vivi, dato che passeggiamo tra mandorli e gelsi, arance e limoni. Il sito è visitabile con la tessera del FAI, che puoi acquistare approfittando dei benefici offerti dal PLEINAIRCLUB.

La Cattedrale di San Gerlando ad Agrigento.
La Cattedrale di San Gerlando, il Duomo di Agrigento

Altri luoghi da visitare ad Agrigento

Da vedere anche la Cattedrale metropolitana di San Gerlando (o Duomo di Agrigento), costruita sui resti del Tempio di Atena Lindia e Zeus Atabyrios. È caratterizzata da una particolarissima sovrapposizione di stili, in particolare normanno, gotico – chiaramontano, rinascimentale e barocco. La sua forma crea il curioso fenomeno detto del “portavoce”. Chi si trova nel presbiterio riesce a sentire ciò che viene detto (anche a bassa voce) all’ingresso, ma non viceversa.

Se ti fermi per qualche giorno ad Agrigento devi assolutamente immergerti nella movida del centro storico. Il suo cuore è Via Atenea, dalla quale partono suggestivi vicoletti. Tra questi troviamo la Scalinata degli Artisti: decorata con disegni e murales, è tra le più colorate al mondo.

Sicuramente a giugno la stagione balneare sarà iniziata da un pezzo: che ne dici di un tuffo alla spiaggia di San Leone? Inoltre, non si può visitare Agrigento senza ammirare la famosa Scala dei Turchi, nel vicinissimo comune di Realmonte. Si tratta di una falesia costituita da una marna di colore bianco candido. Particolarmente malleabile, il mare nei secoli l’ha scolpita regalandole una particolarissima forma a gradoni di forma ondulata e rotondeggiante. Il suo nome deriva dal fatto che i pirati saraceni (i Turchi, appunto) utilizzavano la forma della scala per salire verso il centro abitato e saccheggiarlo.

La Scala dei Turchi a Realmonte vista dal drone.
La Scala dei Turchi vista dal drone

Dove sostare e risparmiare in camper

Puoi soggiornare in camper al Camping Valle dei Templi – Internazionale San Leone, aperto tutto l’anno e convenzionato con il Club. Presentando la tessera, gli iscritti possono ottenere sconti dedicati.

Oppure, ci sono il Parcheggio Porta V Valle dei Templi, il Parcheggio Saba Giunone Agrigento e l’Area Sosta Camper Albachiara.

Nelle vicinanze di Agrigento e a due passi dalla Scala dei Turchi trovi altre due strutture dove puoi sostare e risparmiare presentando la tessera del PLEINAIRCLUB:

Ci sono ancora altri luoghi da visitare in camper a giugno, ma prima assicurati di avere la tessera in corso di validità per ottenere tutti gli sconti e i vantaggi.

Veduta aerea di Bolgeri, uno dei luoghi da visitare in camper a giugno consigliati dal PLEINAIRCLUB.
Veduta aerea di Bolgheri, con il Castello dei conti Della Gherardesca in primo piano

Luoghi da visitare a Bolgheri e Castagneto Carducci in camper

Quando pensiamo ai panorami della Toscana, immediatamente evochiamo colline verdi e stradine affiancate da cipressi “in duplicer filar“. Gli stessi alberi “alti e schietti” che ispirarono Giosuè Carducci. È proprio l’area dove il poeta visse la sua infanzia il terzo dei luoghi da visitare in camper a giugno che vogliamo suggerirti. Parliamo in particolare del comune di Castagneto Carducci (LI) – che modificò il suo nome proprio in omaggio al primo italiano vincitore del Premio Nobel per la letteratura – e della frazione di Bolgheri. Una zona dove, tra l’altro, crescono i vitigni del Sassicaia, il vino diventato in pochi anni un vanto italiano invidiato in tutto il mondo.

L'oratorio di San Guido a Bolgheri di Castagneto Carducci.
L’oratorio di San Guido, celebrato dal poeta Giosuè Carducci

Bolgheri

Percorrendo in camper la Via Aurelia lungo la Costa degli Etruschi, nell’Alta Maremma, svolta appena avvistato il settecentesco oratorio di San Guido. A questo punto, ai lati della strada puoi vedere scorrere veloci quei cipressi cantati nell’ode Davanti San Guido da Giosuè Carducci. Il rettilineo alberato conduce a Bolgheri, proprio al cospetto del Castello dei conti Della Gherardesca, originario del medioevo. Tuttavia, la circolazione nelle anguste stradine del centro storico è vietata ai mezzi più ingombranti, che possono fermarsi nel parcheggio comunale a pagamento in Viale di San Guido. Il borgo, del resto, si visita bene a piedi.

Veduta aerea di Castagneto Carducci, uno dei luoghi da visitare in camper a giugno consigliati dal PLEINAIRCLUB.
Veduta aerea di Castagneto Carducci

Castagneto Carducci

Riprendiamo il camper e raggiungiamo Castagneto Carducci. Qui il poeta visse per un anno – nell’edificio che oggi ospita la Casa Museo a lui dedicata – a causa delle idee politiche repubblicane e carbonare del padre. Percorrendo vicoli suggestivi incontriamo l’imponente Palazzo Pretorio e il Municipio, dove ha sede il Museo Archivio Giosuè Carducci. In esposizione trovi una raccolta di foto di persone e luoghi legati al poeta e le prime bozze dei versi inerenti il territorio.

Tra le stradine troviamo diverse botteghe artigiane e negozietti che vendono le eccellenze enogastronomiche locali, soprattutto olio, vino DOC Bolgheri e DOC Bolgheri Sassicaia. Nella zona di San Guido, infatti, è nato il Sassicaia: “il vino che non c’era”.

La produzione del Sassicaia è arrivata sul mercato solo nel 1972 ed è nata poco meno di cento anni fa, frutto delle sperimentazioni del marchese Mario Incisa della Rocchetta. Il nobile trapiantò alcuni vitigni francesi nella Tenuta San Guido a Castagneto. Anche perché quel terreno sassoso somigliava a una zona di Bordeaux chiamata Graves, che significa appunto “ghiaia”, proprio come il termine “sassicaia” in toscano. Il marchese poi adottò tecniche di vinificazione tipiche d’oltralpe: potature drastiche per avere una bassa resa e lungo affinamento in barriques. Dopo varie prove, ottenne un vino che aveva il bouquet che cercava. La produzione rimase a lungo a esclusivo uso familiare. Solo nel 1972 arrivò sul mercato la prima etichetta, e fu un successo strepitoso. In brevissimo tempo, nelle degustazioni internazionali il Sassicaia sbaragliò i migliori Cabernet Sauvignon del mondo e anche gli Château bordolesi.